Hockey Lna / Zsc Lions travolti e fischiati: il Davos ringrazia di cuore

Hockey Lna / Zsc Lions travolti e fischiati: il Davos ringrazia di cuore
Sconcertante prestazione della squadra di Colin Muller, alla seconda battuta d’arresto consecutiva: zero idee, atteggiamento passivo, produttività limitatissima in attacco. Certo, quando ci si mette di mezzo anche l’infortunio del portiere titolare che titolare non dovrebbe nemmeno essere…

Molti pensano che Ari Sulander (nella foto), da una vita sulle piste di ghiaccio elvetiche, sia ormai vecchio; già nella passata stagione l’utilizzo dell’estremo difensore era stato ridotto, ragionevole del resto l’intenzione della dirigenza degli Zsc Lions di preparare per tempo la successione. Ragionevole ma sconfitta dalle evenienze, per ora almeno: ieri sera, quando Lukas Flüeler ha subito un duro colpo sulla maschera in situazione di parità nel punteggio (1-1) ed ha dovuto temporaneamente ricorrere alle cure dei sanitari, a difendere la porta è stato mandato il 18enne Tim Wolf; non che le colpe debbano ricadere tutte sul ragazzo, sta però di fatto che il Davos è andato a segno per due volte in 202 secondi e che di rado allo storico opportunismo degli uomini di Arno Del Curto è stata trovata una contromisura. Contromisura che in ogni caso non era nelle corde degli Zsc Lions di ieri: squadra molle, priva di inventiva, in cattivo rapporto di comunicazione con il tecnico Colin Muller, fiacca persino nel cercare le conclusioni, impulsiva nella gestione del disco, monocorde negli schemi. Insomma: Adrian Wichser e compagni non l’avrebbero vinta mai e poi mai, stante anche l’insufficienza generale del reparto difensivo (per inciso, Ari Sulander era in prestito ai Grasshoppers Zurigo di Lega nazionale B).

Il pubblico dell’“Hallenstadion” l’ha presa malissimo: fischi ed improperi all’indirizzo dell’allenatore, più volte “beccati” gli stranieri del gruppo, forse la tifoseria non conosce espressioni come l’“Andate a lavorare” ma il senso era quello. Su una penalità minore di… confusione, al secolo la solita presenza di troppi giocatori sul ghiaccio, il 4-1 ospite per la firma di Robin Grossmann sulla terza assistenza della serata dalla stecca di Reto von Arx. Urla da girone dei dannati, infine, in occasione di un rigore concesso al 54.49 su fallo di Jan von Arx: Leonardo Genoni non ci deve mettere del suo per ipnotizzare Adrian Wichser nell’uno-contro-uno, perché l’attaccante parte, incespica sul disco e praticamente nemmeno tira. Senza bisogno di esplicitazione i commenti in tribuna.

Il tabellino - Zsc Lions-Davos 1-4 (0-1, 1-2, 0-1). Reti: 6.06, Petr Taticek (Petr Sykora, Reto von Arx), 0-1; 23.49, Cory Murphy (Domenico Pittis), 1-1; 35.59, Gregory Sciaroni (Petr Taticek, Reto von Arx), 1-2; 39.21, Jaroslav Bednar (Petr Sykora), 1-3; 51.41, Robin Grossmann (Reto von Arx), 1-4. Zsc Lions: Lukas Flüeler (dal 30.59 Tim Wolf, dal 40.00 di nuovo Lukas Flüeler); Mathias Seger, Philippe Schelling, Patrick Geering, Pascal Müller, Duvie Westcott, Blaine Down; Domenico Pittis, Andreas Ambühl, Cyrill Bühler, Thierry Paterlini, Thomas Ziegler, Patrik Bärtschi, Patrick Schommer, Sven Ryser, Alexej Krutov, Andri Stoffel, Mark Bastl, Thibaut Monnet, Cory Murphy, Adrian Wichser; allenatore Colin Muller. Davos: Leonardo Genoni (Jannik Schwendener); Alan Tallarini, René Back, Jan von Arx, Beat Forster, Robin Grossmann, Tim Ramholt, Ramon Untersander; Petr Taticek, Reto von Arx, Josef Marha, Sandro Rizzi, Manuel Holenstein, Jaroslav Bednar, Dario Bürgler, Matthias Joggi, Janick Steinmann, Dino Wieser, Gregory Sciaroni, Petr Sykora, Marc Wieser; allenatore Arno Del Curto. Arbitro: Danny Kurmann. Assistenti di linea: Gilles Mauron, Laurent Schmid. Penalità: Zsc Lions, 14 minuti (sette per 2 minuti); Davos, 10 minuti (cinque per 2 minuti). Spettatori: 8'212.

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