A tu per tu / Norman Gobbi ed un’elezione dal sapore “particolare”

A tu per tu / Norman Gobbi ed un’elezione dal sapore “particolare”
Quattro domande - quattro di numero - al consigliere nazionale leghista, per la prima volta impegnato in linea diretta nel rinnovo parziale del Governo. “La questione seria? Questo Esecutivo rimane una volta ancora sbilanciato pro-Europa...”.

Nemmeno è il caso di domandargli quel che tutti vorrebbero sapere dai parlamentari, giacché nel segreto dell’urna Dio ti vede e Josif Stalin no: un libro aperto, per dichiarata appartenenza politica e per priorità ai valori del Ticino, la faccia del leghista Norman Gobbi. Che è consigliere nazionale agganciato alla frazione Udc, e che subentrò al collega Attilio Bignasca non più tardi di sei mesi e tre settimane or sono. Per Norman Gobbi, quindi, prima partecipazione diretta all’elezione dei consiglieri federali; esperienza doppia, tra l’altro.

- Ovvia l’assegnazione delle sue preferenze, onorevole: Jean-François Rime sino in fondo nella sfida alla socialista Simonetta Sommaruga, poi Ignazio Cassis al primo turno ed ancora Jean-François Rime nella battaglia contro Johann Niklaus Schneider-Ammann. Non si senta chiamato in causa personalmente se diciamo che al suo collega di frazione sarebbe servito un colpo... gobbo; ma vi è mai stato un momento nel quale abbiate creduto all’impresa?

“Ci è piaciuto il sostenere dall’inizio alla fine un individuo che si è profilato sulla scena confederale con idee, presenza e capacità di pescare non pochi consensi anche al di fuori della schiera di riferimento. Ci sarebbe mancato altro, però, che il peccare di ottimismo o l’allontanarci da quella nostra percezione della “Realpolitik”; sinceramente, gli esponenti dei partiti centristi mai avrebbero votato uno dell’Udc in contrapposizione alla candidata socialista, quale che ella fosse”.

- Abbiamo dato un’occhiata alle agenzie di stampa straniere ed a qualche quotidiano “online” d’oltrefrontiera: pur non brillando la Svizzera della politica per popolarità, molti esprimono entusiasmo per l’esistenza di una maggioranza femminile alla guida del Paese. Ma è questa la vera novità del momento?

“Il fatto è avvenuto, è innegabile e di certo viene raccolto con un’impressione positiva all’estero, ma anche all’interno del Paese. Si sbaglia chi nutra perplessità circa questa evoluzione: l’esservi quattro consigliere federali su un Esecutivo composto da sette persone in tutto costituisce un non-problema, tanto più per me. La questione grossa, greve, grave e preoccupante è di altro genere: sembra che non ci sia verso, abbiamo un Governo sempre sbilanciato verso l’Unione europea cioè teso ad apprezzarne l’inapprezzabile”.

- Per l’ennesima volta, il partito cui spetta la maggioranza relativa dei consensi popolari nel Paese rimane con un solo rappresentante nella “stanza dei bottoni”. Alle prossime Federali, una situazione di questo genere - tanto più dopo la cavalcata di Jean-François Rime nel contendere il seggio - giocherà a favore dell’Udc.

“Credo a mia volta che si tratti di uno di quegli elementi capaci di stimolare e di far mobilitare l’elettorato Udc, ed in generale tutta l’area di opinione che su temi fondamentali per l’esistenza e per la sopravvivenza di questo Paese non è disposta a deroghe di sorta. Va da sé il fatto che all’Udc il secondo seggio in Governo spetta di diritto già oggi così come spettava già prima, conoscete la storia e conoscete i suoi sviluppi”.

- Un suo collega, di cui non faremo né nome né cognome dacché “de minimis non curat praetor” intendendosi come minime le cose e non le persone, ha appena messo sotto accusa quella che egli giudica essere una “teatralizzazione” sfacciata della politica. In sostanza, vi sarebbe troppa cagnara e troppi riflettori per il rinnovo delle funzioni di guida della Confederazione elvetica...

“Mah. Quando provo a pensare alla situazione delle nazioni a noi circonvicine, e ad una confinante con il Ticino in particolare, mi inginocchio e bacio la terra su cui metto i piedi: proprio questa presenza dei “media” e questa trasparenza totale negli atti costituiscono una riprova del fatto che la Svizzera è nazione fondamentalmente libera, liberale e democratica. Per di più: in quante nazioni sono i parlamentari e non i partiti ad eleggere i ministri? Ed in quante nazioni, pertanto, la funzione di rappresentanza delle istanze popolari comporta una simile responsabilizzazione di coloro che siedono nell’assemblea?”.

Commenti

riflettevo....

hai cercato il significato del mio nickname ed hai concluso che io fossi donna? Credi che solo la donna sia capace di amare...in fondo il mio nickname vuol dire "ti amo", ma potrei essere tranquillamente anche un uomo...Vedi quindi in questa affermazione una debolezza tipica delle donne? ...e' solo una domanda, scusami, non voglio essere polemica, ma forse hai ragione tu, quando senza dubbio alcuno hai concluso che io fossi donna... vero peraltro...La donna ancora si distingue perchè ama senza vergognarsene...

bravo don rodrigo...

hai azzeccato... donna... sono dei grandi venditori di fumo...

Be'...non giocano

Fanno esattamente come tutti gli altri, tanto fumo e poco arrosto...

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Claciopoli

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