Lavoro ai residenti, l’invito di Lorenzo Quadri: «Si segua l’esempio di Vernier»

Lavoro ai residenti, l’invito di Lorenzo Quadri: «Si segua l’esempio di Vernier»
Nel Comune del Canton Ginevra, vertenza chiusa tra autorità locali e vertici dell’“Ikea”: in cambio del permesso di costruire è stata contrattualizzata una quota di assunzioni obbligatorie tra gli abitanti del posto. Un modello che potrebbe servire alla bisogna…

Esiste un modo per invertire gli effetti della libera circolazione delle persone? No, sino a quando i “Bilaterali” - già un anatema sul Ticino per parte loro - saranno sistematicamente stravolti, aggirati ed ignorati. Esiste allora una formula per arginare almeno tale catastrofe? Alcune soluzioni esistono ed altre sono da inventarsi, replica il granconsigliere Lorenzo Quadri. Il quale, nel dare una scorsa ad una recente edizione dell’“Agéfi”, si è imbattuto nel caso - risolto - di un lungo braccio di ferro tra autorità comunali di Vernier ed i responsabili della catena “Ikea”. Dal momento che l’essere inventivi è splendido ma che ci si può anche risparmiare la fatica quando talun altro abbia fatto il lavoro per te, la “quadra” di Quadri viene trovata nella possibile applicazione di uno schema che, a quanto pare, la parte privata in una lunga negoziazione con l’ente pubblico ha accettato di buon grado. E si sta parlando di gente - quelli di casa “Ikea” - che in materia giuridica e sul fronte della contrattazione si è fatta i muscoli in tutt’Europa, ovvero si sta parlando di soggetti che non calano le braghe appena un municipale faccia “buh”.

In sostanza, come da testo della puntuale interrogazione rivolta al Governo cantonale, tra sindaco come rappresentante della realtà cittadina in quel del Canton Ginevra e vertici dell’azienda è stata contrattualizzata l’assunzione di una quota minima di residenti. Concambio chiaro e senza mezzi termini: se volete insediarvi qui con una vostra superficie di vendita, voi signori vi prendete l’impegno di assumere almeno il 40 per cento dei dipendenti tra coloro che sono residenti nel nostro territorio comunale. 40 per adesso, 50 entro tempi ragionevoli, vi va? Ci andrebbe, hanno risposto gli ikeani. Lasciamo stare i verbi al condizionale e mettete una firma qui, è stata la replica. Fatto.

Constatazione con necessaria sincerità, e si accetterebbe a tale proposito l’eventuale contraddittorio con l’onorevole rappresentante leghista nel Legislativo di Palazzo delle Orsoline oltre che municipale a Lugano: è messa davvero maluccio, questa Svizzera, se è da negoziarsi come postulato “sindacale” una quota di due lavoratori indigeni - o domiciliati - ogni cinque. Ma Vernier è un po’ come Stabio, e da qui consegue l’attestazione su una linea di fuoco cui le autorità politiche cantonali vengono invitate a conformarsi: “Occorre che anche in Ticino siano presi provvedimenti atti a restituire ai residenti la priorità nelle assunzioni”. Lo “schema-Vernier” potrebbe funzionare, ma Lorenzo Quadri è disposto ad andare oltre: “Bisogna avere il coraggio di aggirare i disposti della “libera circolazione”, se necessario”. Ovvero applicare la medesima strategia che viene utilizzata contro il Ticino, volendosi essere precisi.
Le domande rivolte all’Esecutivo, in questo senso, costituiscono soltanto un corollario. Ad ogni modo: a) come viene valutata l’iniziativa assunta dalle autorità comunali di Vernier?; b) vi è l’intenzione di prendere analoghe decisioni? In traduzione corrente, chiaro l’invito: un precedente è stato costituito, lo si segua e basta.

Commenti

e poi 'sti residenti...

hanno tutta sta voglia di andare a lavorare all'Ikea?

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Claciopoli

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