24 mesi di carcere (sospesi) all’ex-vicesegretario comunale di Lamone

24 mesi di carcere (sospesi) all’ex-vicesegretario comunale di Lamone
Silvio Secondiani si era appropriato di circa 540'000 franchi nell’arco di un periodo compreso tra il 2001 ed il 2007. Oggi la condanna alle Assise correzionali in Lugano. La somma frodata verrà restituita “in toto” all’ente pubblico.

Aveva uno stipendio più che discreto, si era collocato nell’alveo dell’amministrazione pubblica, mostrava modi garbati e sapeva distribuire consigli utili anche se questo non era il suo compito precipuo. Insomma: il funzionario perfetto anche nella percezione del cittadino, che difatti mai si sarebbe potuto lamentare dell’operato di quel giovane signore così premuroso e gentile. E nessuno si sarebbe lamentato se Silvio Secondiani, all’epoca vicesegretario comunale a Lamone, non avesse lasciato una voragine nei conti: e non perché si dimenticasse di registrare le fatture in entrata ed in uscita, proprio no. Gli è che l’uomo non faceva distinzione tra cassa “aziendale” e portafogli privato; o, per essere più precisi, al portafoglio privato egli destinava di volta in volta qualcosa che potesse venirgli utile. Per farla breve, rubacchiava.

Appropriazione indebita e varie altre contestazioni sono infatti all’origine del verdetto di colpevolezza – e non sarebbe potuto essere in altro modo - pronunciato oggi dai giudici delle Assise correzionali in Lugano a carico di Silvio Secondiani; il quale se la caverà con poco, 24 mesi sospesi per quattro anni, dunque niente carcere ma il tempo necessario per fare ammenda degli errori (chiamiamoli così) commessi tra il 2001 ed il 2007, periodo durante il quale su un conto corrente personale finirono all’incirca 540'000 franchi. Per buona tranquillità degli amministrati, la cifra è stata in parte già risarcita e per la quota restante rientrerà, sulla scorta di una convenzione sottoscritta dal reo confesso; con ciò l’imputato è riuscito ad evitarsi parecchie conseguenze spiacevoli, ferma restando la gravità dei reati commessi.

Come fu che un “travet” del ramo impiegatizio pubblico riuscisse a farla franca per così lungo tempo, beh, questo è tutt’altro paio di maniche. Due calcoli semplici semplici: sei anni equivalgono a 72 mesi, 540'000 franchi diviso 72 producono 7'500 franchi il mese, cioè più del salario che si presume secondo classe di merito. E nessuno, ma proprio nessuno in seno al Municipio di Lamone giunse mai a dubitare circa le attività del Bernie Madoff domestico, così come le operazioni condotte sottobanco – con puntuale produzione di documenti contabili ispirati alla più sfrenata fantasia – sfuggirono alle revisioni che si crede siano state effettuate con discreta puntualità. Il bubbone esplose nel momento in cui Silvio Secondiani, probabilmente considerandosi al sicuro da qualsiasi obiezione, pensò di concorrere per altro posto in altro ente; lo aspettavano, il 1.o aprile 2008, a Pura, in subentro al vecchio segretario comunale uscente per meritata quiescenza dopo 44 anni di sollecita gestione. Chi se ne va passa qualche consegna, ed in ogni caso è tenuto a fornire resoconti puntuali; ma il tempo passava e, probabilmente scorrendo con l’indice le colonne del dare e dell’avere, a Lamone incominciarono a porsi vari quesiti essenziali. Secondo la ricostruzione più probabile degli avvenimenti, vi fu una sorta di faccia-a-faccia durante il quale il vicesegretario in partenza faticò a trovare le parole per spiegare talune operazioni; risulta che la denuncia venne inoltrata dall’autorità comunale, ma risulta anche che nel frattempo vi sarebbe stata l’autopresentazione di Silvio Secondiani alle autorità giudiziarie. Da un giorno all’altro cambiò tutto: piena confessione del colpevole, sulle prime si parlò di uno storno prossimo ai 400'000 franchi, pazienti indagini ed altrettanto pazienti riscontri condussero a stimare il maltolto nella cifra poi comparsa negli atti.

Ci si potrà domandare quale fosse la ragione di un simile “modus operandi” ed in quale misura Silvio Secondiani fosse realmente convinto di aver conseguito l’impunità. A differenza di quanto avvenuto per l’ex-segretario comunale di Torricella-Taverne (che spendeva in donne, vino ed elargizioni, oltre ad investire nel mattone) e per analoga figura operante a suo tempo in terra di Muzzano (lì c’entrava una particolare sensibilità a vizi costosucci), in questo caso non sapremo mai. Così come non capiremo mai la superficialità di coloro che erano deputati ad effettuare un controllo, se non sistematico, almeno periodico.

pizza piazza locarno
lugachange
Claciopoli

Ultime news

promozione pubblicita

Accesso utente

nervoso e tifoso
 
salotto gabry