A2, sbaracca la centrale tecnica di Airolo? Dal Governo un “niet”

A2, sbaracca la centrale tecnica di Airolo? Dal Governo un “niet”
Garantito: l’unità di sorveglianza e di gestione al “tunnel” non sarà smantellata anche se ai “federales” dell’Ustra piace l’idea di concentrare ogni attività a Flüelen. Letterina dai toni cortesemente aspri quella partita oggi da Bellinzona; sempre che il destinatario si prenda qualche minuto per leggerla, il che non è dato.

Direbbe un relativista che in tutto c’è del buono e c’è del cattivo; culturalmente parlandosi, trattasi di idiozia sesquipedale, ed infatti vedasi quanto segue. Premessa buona: gli utenti della strada, segnatamente quelli che si avventurano sulla A2, sono seguiti con la massima attenzione e sanno di poter contare su un’assistenza di qualità nel momento in cui, con atto temerario, essi pretendano di transitare lungo la galleria del San Gottardo. Premessa cattiva: tutto ciò ha avuto luogo sino ad oggi, ma da domani chissà. Ora la notizia buona: la centrale tecnica della Polcantonale ad Airolo non verrà smantellata. A ciò si oppone la notizia cattiva: tra quelli dell’Ustra, sigla sotto la quale si celano i burocratini bernofili incorporatisi nell’“establishment” sotto le specie dell’“Ufficio strade nazionali”, vi è chi sta realmente pensando di concentrare a nord del San Gottardo la gestione del traffico in galleria. E lo farebbero ad agosto o a settembre, anzi, l’avrebbero già fatto se non fossero rimasti impastoiati nelle loro stesse lungaggini: giacché rapidi sono nel prendere decisioni avventate, all’Ustra, ed un po’ più bernesi - vedi un po’ che cosa succede quando si cammina in compagnia dello zoppo - quando occorre rimediare all’imponderato precedente. Che poi esca un rattoppo peggiore rispetto al buco, cela va sans dire, madame.

Come la si racconta, questa? Partendo dal fondo; e cioè dal fatto che in sede di Consiglio di Stato venne partorita, diciamo ieri in vista dell’approvazione e della spedizione odierna con posta “A”, una letterina seccata nei toni ancorché pacata nella cifra di scrittura, stile cancelleresco per dirla tutta. Destinatari, giust’appunto quelli dell’Ustra che si erano fatti venire l’ideuzza di gestire il traffico in galleria da un punto soltanto anziché dalle centrali tecniche di Airolo e di Göschenen. Ah, unificare; in tempi di risparmi necessari, l’argomento non è da escludersi del tutto, sebbene per un “tunnel” da 17 chilometri e rotti in ciascuna delle due direzioni - ossia quasi 35 chilometri lineari da sorvegliarsi, chi sappia di aritmetica - quattro occhi facciano sempre meglio di due e cioè uno vede da questo imbocco e l’altro vede dal lato opposto, se c’è un problema ti chiamo, collega. Ma gli ustriani, poderosi nel ragionare per macrosistemi, vogliono tutto a blocco unico; e forse scelgono Airolo? Nei, das kommt nicht in Frage. Allora si buttano su Göschenen? Nei nochmals; meglio, prima avevano ragionato su Göschenen, ma l’ipotesi fu scartata per ragioni sconosciute al volgo ed al clero. O santi numi, e dove mai vorreste piazzare questo sistema di gestione del traffico? A Flüelen. Scusate, pardon? Sissignori, a Flüelen: ameno luogo per raggiungere il quale, se ieri notte un sisma non ha squassato il Canton Uri facendo precipitare Andermatt sino al Lago dei Quattro Cantoni, occorre ancora uscire verso Wassen, poi toccare Gürtnellen, indi superare l’Intschi-2 e l’Intschi-1, indi Amsteg, Silenen, Erstfeld, Altdorf dopo un’occhiata ai nove mesi d’ombra l’anno di Schattdorf, infine meta raggiunta con i piedi già a mollo. Flüelen, proprio il posto ideale, fine dei commenti.

La reiterazione di simili messaggi non poteva restare inosservata; d’accordo circa il fatto che certi augusti ponzamenti somigliano alle farneticazioni, ma in ultima analisi quelli dell’Ustra si permettono di fare il bello ed il cattivo tempo almeno da un paio di anni a questa parte. Quindi, sostengono a Bellinzona in sponda Esecutivo cantonale, noi non intendiamo smobilitare, noi manterremo quella centrale tecnica della Polcantonale. Costi quel che costi, si potrebbe aggiungere; ma qui il tema è controverso in partenza.

Per capirci: sino ad oggi la gestione del traffico viene assicurata, con alternanza di due settimane in due settimane, dagli operatori di Airolo e di Göschenen; ed è già un caso di compromesso alla svizzera, sebbene ancora un annetto fa i vertici della Polcantonale urana si siano offerti - quanta generosità, signori - di “curare” la galleria sino all’imbocco di Airolo, con autentico sconfinamento mascherato da sollecitudine. I capi dell’Ustra puntano tuttavia ad una canalizzazione degli sforzi, con intervento non dissimile per natura da quello di socializzare le perdite (di risorse umane e di risorse finanziarie altrui) e di capitalizzare gli utili (quelli acquisiti con la nuova ripartizione dei compiti tra Cantoni e Confederazione, laddove ogni competenza per la gestione passò per l’appunto all’Ustra, gratis et sine amore Dei). Alla riorganizzazione, tuttavia, Bellinzona afferma di essersi “opposta a più riprese”; comunque vada, sarebbero già sul tavolo “proposte concrete di utilizzo della centrale per la gestione del traffico sulla rampa sud del San Gottardo e per evadere richieste di informazioni da parte dei servizi della Polcantonale, al fine di sgravare la centrale operativa di Camorino”. Costruzione deboluccia, se queste sono tutte le carte in mano; e poco convince anche l’identificazione futura di “altre possibili attività da assegnarsi ai collaboratori della centrale”. Ad ogni buon conto: grazie alla “realizzazione di quanto indicato” sarebbe possibile l’assicurare “l’apertura della centrale” durante la fascia dalle ore 6.00 alle ore 22.00, evitandosi nel contempo il trasferimento dei posti di lavoro da Airolo a Camorino.

Opzione praticabile? Per certi versi sì, per altri proprio no. Gli U-strateghi sono avanti nel punteggio, hanno lanciato il boccino in angolo e l’hanno “coperto”; da loro bisogna dipendere, tra l’altro, persino per accedere agli impianti ed alle strutture. Putacaso che vogliano chiuderle a doppia mandata; dalla porta non passerebbe più nessuno. Da qui l’istanza delle autorità cantonali ticinesi: “Chiediamo che la centrale di Airolo rimanga aggiornata sia dal punto di vista tecnico sia da quello della formazione dei collaboratori e che essa sia riattivabile in ogni momento a beneficio di una gestione più sicura del traffico in galleria”. Detto così, il sintomo della rassegnazione è espresso e manifesto. E se la frittata non è fatta, poco manca.

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