Filo di nota / Il “Bello Figo” non viene più. Siamo già in lacrime

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Filo di nota / Il “Bello Figo” non viene più. Siamo già in lacrime
E dunque Paul Yeboah, che ad un tempo si faceva chiamare “Gucci boy” (stroncato dai legali della nota casa di moda) e poi si riverniciò in “Bello Figo”, non si esibirà stasera al “Wknd” di Lugano. Così pare, almeno: sulla pagina InterNet del noto locale, ancora alle ore 12.19, l'evento risulta confermato. Ma diciamo pure che la comparsata del fenomeno non avrà luogo, e ciò in ragione dei contenuti di un pasticciatissimo volantino contenente generiche affermazioni di doveroso ribrezzo (per i concetti esposti in forma di “pseudorap”, il tizio è repellente di suo. Vecchio giochino stile “Io-contro-tutti”. Patetico) verso il “Bello Figo” di cui sopra. Peccato tre volte: primo, perché al “Wknd” non hanno avuto il coraggio di difendere una scelta artistica che in qualche momento fu di certo adottata, e quindi è stata data prova di incoerenza se non di sudditanza psicologica (verso chi, poi? Gentucola che decora un foglio fotocopiando svastiche e simbologie? I pallidi cugini di terzo grado dei nazisti dell'Illinois di belushiana memoria?); secondo, perché si sarebbe assistito volentieri al fiasco commerciale della serata (pagare un biglietto per vedere “Bello Figo”? Nemmeno sotto minaccia di un kalashnikov, nemmeno dopo aver subito una lobotomia). E, terzo e soprattutto, perché Paul Yeboah è stato privato del diritto di esprimersi, sicché nessuno potrà constatare quanto egli sia incapace di cantare, incapace di ballare, incapace di parlare, incapace di scrivere testi, incapace di pensare ed invece trattisi di uno spocchioso, petulante relitto.
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