Visti & rivisti / Non si uccidono così nemmeno le bionde

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Visti & rivisti / Non si uccidono così nemmeno le bionde
Charlize Theron sullo schermo, iersera, per l'ennesima delusione dalle proiezioni festivaliere in piazza Grande a Locarno. Nessuna colpa dell'attrice, a parte l'aver colei accettato un ruolo da fumettone; ma la trama, oltre ad essere prevedibile, vorrebbe reggersi solo sulle scazzottate. Eddai, prendete in giro qualcun altro.

In piazza Grande a Locarno, iersera, “Atomica bionda” già uscito da un paio di settimane nelle sale statunitensi ed in “trailer” nel Vecchio continente a mo' di lancio per la seconda metà di agosto. Allora: fumettone (no, dai, eleviamo il concetto: all'origine era una “graphic novel”) adattato al cinema. Elementi positivi: la presenza di Charlize Theron (in generale, di un “cast” apprezzabile); alcune scelte di fotografia; la colonna sonora. Elementi negativi: non è nemmeno un film versione sparatutto, ché difatti volano cazzotti su cazzotti dall'inizio alla fine; c'è meno trama di quella che si troverebbe in un porno Anni '80; quel che accadrà alla fine è intuibile sin dalla prima scena; sbagliata persino la riconversione del titolo dall'inglese all'italiano, sicché l'assonanza propria di “Atomic blonde” con “Atomic bomb” è andata a farsi benedire (e sarebbe bastata l'inversione tra aggettivo ed aggettivo sostantivato, sai quale impresa).

Non che ci si aspettasse granché, e lo si riconosce d'acchito, da un regista la cui precedente carriera oscillava tra l'agire come “bodyguard” e scene da “stuntman”; ma sotto la pelle non ci è passata nemmeno una scarica di adrenalina, yawn, adesso che fanno?, ah, lei colpisce lui, lui colpisce lei, lei schiva lui, lui non schiferebbe lei se non si fosse nel mezzo dell'agone, hai detto agone nel senso del pesce? Fammi sapere quando pare che si sia verso la fine, yawn. Quantomeno, rispetto ad altra pellicola transitata davanti al grande pubblico del “festival”, un passo in avanti è stato compiuto: qui, nel momento trascendente dello sforzo sublimante, gli attori si sforzano di ansimare (Charlize Theron e Sofia Boutella, in passaggio titillante bramosie pecorecce, anche troppo), mentre nell'“Iceman” proposto qualche giorno prima il protagonista pareva compiere sforzi sovrumani dall'estate all'inverno e dall'inverno all'estate e senza che dalle sue labbra uscisse mai un sospiro o almeno un refolo da pneumatico forato. Il resto, acqua.

Comunicazione di servizio: provate a tradirci anche stasera con il film sui “Gotthard”, e noi passiamo alle armi pesanti.

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