“Tilo” bloccato su suolo italiano. Per esigenze di polizia

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“Tilo” bloccato su suolo italiano. Per esigenze di polizia
Per una volta giustificato, e per di più spiegabile con l'invocazione di motivi d'ordine superiore anziché con il solito e stucchevole “Evento verificatosi all'estero”, il ritardo accusato ieri dal “Tilo” versione “RegioExpress” numero 25522, partenza da Milano-centrale alle ore 15.10 direzione Bellinzona: il treno è rimasto infatti bloccato per oltre un quarto d'ora alla stazione di Monza, che con Seregno e Como-San Giovanni è punto di sosta su territorio italiano, in ragione dell'intervento delle forze dell'ordine costrette a prelevare un giovane dal fondo del convoglio. Il soggetto - età intorno ai 24-25 anni, altezza 180 centimetri circa e corporatura snella, origini africane in area coloniale francofona - ha opposto resistenza ai due agenti della Polizia di Stato che cercavano di farlo scendere dal treno per effettuare un controllo di identità; sulla banchina, constatazione dell'assenza di documenti, inevase le domande sulla presenza a bordo di quel treno (ma i motivi di sospetto sono quei due o tre soltanto), un paio di tentativi di fuga (sventati sul primo passo) da parte del giovane infine messo a sedere su una panchina, grazie all'assistenza di altri due agenti costretti a far leva sul corpo dell'ospite recalcitrante (nella foto GdT, i quattro agenti ed il giovane fermato). Tutto ciò, per l'appunto, a “Tilo” inchiodato sul binario e con ripercussioni anche sul transito di altri vettori.
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