Brissago, notte di sangue: asilante freddato da un proiettile

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Brissago, notte di sangue: asilante freddato da un proiettile
(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 19.31) Poliziotto costretto a sparare per neutralizzare l'uomo che, armatosi di coltelli, stava per scagliarsi contro due civili e contro gli agenti. L'episodio all'interno dell'edificio di piazza Municipio 5. Tempestivi ma inutili i soccorsi.

(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 19.31) Un richiedente asilo, 38 anni, originario dello Sri Lanka, è morto intorno alle ore 2.00 di oggi dopo essere stato raggiunto dal colpo di pistola che un agente della Polcantonale era stato costretto a sparare per difendere sé stesso, i colleghi ed altre due persone all'interno dello stabile di piazza Municipio 5 in Brissago. Sul posto il decesso, dopo prima assistenza portata dai poliziotti e rapido intervento degli operatori del “Salva” di Locarno. Incolumi gli altri soggetti coinvolti; per gli agenti è stato attivato il servizio di sostegno psicologico. Da palese stato di necessità l'azione del poliziotto: a ricostruzione dei fatti fornita, l'uomo stava per accoltellare due altri asilanti con armi da taglio impugnate e mettendo dunque in pericolo le vite altrui.

Non una tragedia (se non per l'agente, il cui intervento ha scongiurato ben più gravi conseguenze), ma un mero fatto di cronaca, dunque, quello consumatosi in vicenda i cui contorni si delineano in rapida sequenza, e sul riepilogo sia dunque concesso un margine di scarto nell'ordine di qualche minuto. Primo fotogramma: ore 1.50, la richiesta di intervento alla centrale operativa della Polcantonale per un problema di ordine pubblico. Secondo fotogramma: ore 1.57, sul posto una pattuglia della Polcantonale ed una della Polcom Ascona. Terzo fotogramma: ore 2.02, accertato il quadro della situazione, cioè l'esservi stato e l'essere in corso nell'edificio un alterco tra varie persone; gli agenti della Polcom Ascona si allontanano in quanto chiamati “per altro intervento” (così nella nota ufficiale); il loro posto viene preso dagli effettivi di una seconda pattuglia della Polcantonale, unità fatta sopraggiungere per l'evidenza del coinvolgimento di più persone. Quarto fotogramma: ore 2.04, gli agenti della Polcantonale si trovano all'esterno dello stabile e, una volta preso contatto con due degli ospiti dell'edificio, si fanno accompagnare all'interno. Quinto fotogramma: ore 2.06, gli agenti ed i due asilanti si trovano al pianerottolo di un appartamento; la porta si spalanca di colpo, un soggetto armato di coltelli (uno per mano, si direbbe secondo logica) si scaglia contro gli altri due richiedenti l'asilo. Ore 2.06 e pochi secondi: l'agente spara, l'aggressore cade, intorno a lui si fa spazio, immediato soccorso, ma nulla si può fare e nulla potrà anche il personale medico.

L'inchiesta, aperta d'ufficio al fine di chiarire eventuali responsabilità, viene coordinata dal procuratore pubblico Moreno Capella; agli specialisti della Polscientifica di Zurigo, secondo il principio della garanzia di totale imparzialità, il compito di condurre gli accertamenti. Come indicano (e non era necessario; ciò è fatto acquisito) fonti della Polcantonale, “già assicurata piena disponibilità per chiarire quanto avvenuto”. Che così, e non in altro modo, s'ha da leggere: agente della Polcantonale (già interrogato, al pari delle altre persone coinvolte; alla luce dei fatti appurati, nessun provvedimento coercitivo è stato assunto dal magistrato competente) salva due richiedenti l'asilo, i colleghi e sé medesimo dalla furia di un potenziale omicida. Da appurarsi, certo, restano i motivi della discussione insorta. Il resto, al di là della morte di un uomo che è il solo responsabile della propria morte, costituirà semmai tema per analisi e speculazioni, ma nulla di più.

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