Colpo di stiletto / Progettano. Ma nemmeno riescono a farsi capire

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Colpo di stiletto / Progettano. Ma nemmeno riescono a farsi capire
Una strana nube si addensa alle porte del futuribile “Parco nazionale del Locarnese”, la bozza del cui progetto è in consultazione per altre sei settimane: i gestori della “Riserva Mab” - laddove “Mab” sta per “Man and biosphere”, ossia “Uomo e biosfera” - della Valle del Ticino, che parte dal profondo della provincia di Pavia in sponda lombarda e risale sino a Verbania zona Fondo Toce in sponda sabauda, vorrebbero giungere presto a saldarsi sul confine previa integrazione con il Parco nazionale della Val Grande (nel Verbano-Cusio-Ossola) e con il Parco regionale Campo dei Fiori (Varese e limitrofi, comprese Valganna e Valcuvia), ed in un secondo tempo proprio con il “Parco nazionale del Locarnese”. Suggerimento: prima di mettersi in mente programmi di sì ampio respiro e nei quali è già preannunciata una “governance” bicefala tra Italia e Svizzera (ma davvero? E vediamo che qualcuno verrà presto a bussare a denari?), meglio che alla “Riserva Mab” incomincino a curare un po' le relazioni pubbliche. Ad esempio con la stampa locale d'oltreconfine, stampa che pasticcia persino quando si trova a copiare testualmente dalle “veline”: quale interesse si potrebbe mai nutrire per una riserva naturale - e ciò risulta da articolo di un quotidiano elettronico del Varesotto - le cui dimensioni odierne sarebbero pari a 150'000 metri quadrati cioè una ventina abbondante di campi per il calcio e, dopo l'espansione, arriverebbero a 332'000 metri quadrati? Ah, ops: il recettore-ritrasmettitore della notizia è talmente attento da confondere i metri quadrati con gli ettari, uno a 10'000, roba da nulla. Certo che sono buone premesse, se già tra di loro riescono ad intendersi così...
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