Delitto di Stabio, inchiesta chiusa: a giudizio l'omicida Michele Egli

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Delitto di Stabio, inchiesta chiusa: a giudizio l'omicida Michele Egli
A distanza di 13 mesi esatti dalla morte di Nadia Arcudi (nella foto), insegnante alla scuola elementare di Stabio dove viveva ed il cui cadavere venne trovato sul confine tra i Comuni di Cantello (Varese) e di Rodero (Como), è stato firmato oggi il rinvio a giudizio di Michele Egli, 43 anni, cognato della vittima ed autore del delitto. A carico dell'uomo, che avrebbe agito per motivi legati ad esigenze di denaro e che si trova in stato di espiazione anticipata della pena essendo reo confesso, imputazioni per assassinio e turbamento della pace dei defunti come da atto firmato dalla procuratrice pubblica Pamela Pedretti. Michele Egli, che all'epoca dei fatti operava come collaboratore informatico al Dipartimento ambiente-costruzioni-design della Supsi (nei cui ruoli, per ragioni non chiare, egli risulta tuttora), è sotto accusa anche per altri reati di natura finanziaria, ossia la ripetuta appropriazione indebita e la falsità in documenti ai danni della Supsi (sottratti almeno 260'000 franchi dalle casse dell'istituto) oltre alla truffa (appropriazione di denaro, per circa 5'000 franchi, nel quadro di una raccolta-fondi).
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