“Eurosong”, finale svizzera: il terzo assalto di Chiara Dubey

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“Eurosong”, finale svizzera: il terzo assalto di Chiara Dubey
Da Ronco sopra Ascona al palco dello studio Srf di Zurigo, e memore delle esperienze nel 2012 e nel 2013, l'ora 24enne tenterà domani di staccare il biglietto per Lisbona. Solida la concorrenza, “Zibbz” dal Canton Argovia ed Angie Ott da Neuchâtel in particolare.

Ci provò nel 2012, ci riprovò nel 2013, e con naturale ostinazione tornerà sul palco per puntare al successo nazionale nell'“Eurovision song contest”. Chiara Dubey, 24 anni, da Ronco sopra Ascona, è tra i sei finalisti che si esibiranno domani, domenica 4 febbraio, negli studi Srf di Zurigo nell'atto unico che vale trionfo in casa e biglietto per Lisbona (Portogallo) ad inizio maggio ovvero tra martedì 8 e sabato 12. “Secrets and lies” - purtroppo, titolo strausato in poesia, in musica e sullo schermo; scelta pessima, al limite del penalizzante - il brano con cui l'artista tenterà di mettere in riga una pattuglia di concorrenti scelti tra 670 candidati e tra i quali spiccano gli argoviesi “Zibbz” (nostri strafavoriti, Corinne “Coco” Gfeller - è la corista di Marco Pfeuti in arte “Gölä” - e Stefan “Stee” Gfeller; “Stones” il pezzo) e la neocastellana Angie Ott (“A thousand times”, ed anche qui ci si domanda se al talento dimostrato in testo ed esecuzione debba per contrappasso essere imposto uno svilimento con titolo egualmente speso da altri artisti); ai giovanissimi potrebbe anche non dispiacere il turgoviese Naeman Meier noto come “Naeman”, ordinario clone del clone di Justin Bieber, già stroncato nella seconda semifinale di “Die grössten Schweizer Talente” edizione 2015 (titolo del brano: “Kiss me”, e che non venga a saperlo qualcuno dei “Sixpence”).

Di un legittimo “atout” emozionale disporrà poi Alejandro Reyes, losannese di adozione essendo lì giunto dal Cile all'età di 10 anni, chitarrista privo di una mano sin dalla nascita e che pure propone con “Compass” un pop magari acerbo per costruzione ed assai “déjà entendu”, eppure merce discretamente ascoltabile considerandosi il potenziale prosieguo della corsa oltre Zurigo (in sostanza, al pubblico si dà quel che il pubblico vuol sentire. All'“Eurovision song contest” è ormai la regola). Un punto interrogativo sull'ultima concorrente, Vanessa Iraci, in circolazione da una dozzina di anni sia come solista sia in gruppo ma qualificatasi dall'... esterno (è di Friburgo in Brisgovia, partecipò anche a “The voice of Switzerland”, deve tuttavia gran parte della celebrità alla più recente presenza in “The voice of Germany” 2016, dove entrò da papessa ed uscì semplice novizia); cosa giusta in ogni caso, il regolamento parla chiaro anche se si preferirebbe perdere con una voce svizzera che vincere con un prestito temporaneo, del resto non si ebbero dubbi nel reclutare Céline Dion per spuntarla nell'“Eurosong” 1988 (e tra l'altro: ricorrendo il 30.o anniversario di quel successo, sia reso un pieno tributo alla compianta Nella Martinetti, che di “Ne partez pas sans moi” compose il testo). Ah: Vanessa Iraci porta un “Redlights” che boh, sì, rispetta tutti i canoni ed ogni sensibilità, vai a capire quel che potrà risultare di interesse per i teleutenti (chiamati ad esprimersi con la solita formula “da casa”) e per gli esperti di una commissione internazionale; peso sul giudizio, 50 per cento gli uni e 50 per cento gli altri.

Dicasi quel che è: duretta se non durissima, per Chiara Dubey, la sfida. Diretta sul secondo canale Rsi in postcatodo, ore 20.05; produzione di Daniela Tami, commento in lingua italiana a cura di Clarissa Tami.

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