Riciclaggio, altra indagine (in scia) sulla luganese “Pkb”

Riciclaggio, altra indagine (in scia) sulla luganese “Pkb”
Il sospetto della violazione dell'articolo 102 del Codice penale svizzero, ossia in materia di responsabilità penale dell'impresa circa l'esercizio di controlli interni sulla legittimità dell'origine di fondi, al centro di un fascicolo aperto al ministero pubblico della Confederazione sulle attività della “Pkb Privatbank Sa”, istituto di credito con sede a Lugano dal 2000. L'indagine è in stretta connessione con la recente confisca di 1.3 milioni di franchi da parte dei vertici della Finma, autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari, alla stessa “Pkb Privatbank Sa”, e ciò nel quadro di accertate “gravi violazioni delle disposizioni in materia di riciclaggio di denaro a causa di insufficienti accertamenti sul piano delle relazioni di affari e delle transazioni effettuate” con riferimento a due realtà d'impresa brasiliane, ossia il gruppo “Petrobras” (idrocarburi) ed il gruppo “Odebrecht” (edilizia); risultò, nella sostanza, che l'identificazione dei contraenti in varie relazioni d'affari tra il 2010 ed il 2015 era stata insufficiente e che le relazioni d'affari medesime, al pari delle transazioni “a rischio”, erano state sviluppate con qualche opacità, ad esempio con “dimenticanze” nella compilazione di formulari o con firme apposte sui formulari in bianco; inoltre, alle autorità elvetiche non sarebbero stati indicati - in ciò, con violazione di un obbligo - i casi di sospetto fondato di riciclaggio.
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