Dopo l'Ipus a Chiasso, un “ateneo” a Disentis: due in manette

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Dopo l'Ipus a Chiasso, un “ateneo” a Disentis: due in manette
Due persone, già al centro di procedimenti penali per la conduzione dell'“Istituto privato universitario svizzero-Ipus” di Chiasso (realtà nel frattempo dichiarata fallita), sono in stato di detenzione già da dicembre per analoga operazione condotta sotto l'identità dell'“Institut des études universitaires-Unipolisi” con sede legale a Veyras, nel Canton Vallese, ed aule didattiche a Disentis-Mustér, nel Canton Grigioni (in immagine). A renderlo noto fonti del ministero pubblico, con riferimento a quanto pubblicato negli ultimi giorni su varie testate soprattutto italiane dopo che numerosi studenti si erano trovati privi di accesso alla struttura e dei referenti (vertici del sedicente ateneo, a quanto pare non “apparentato” con altre università e quindi privo di legittimità) oltre che dei documenti attestanti lo svolgimento del “cursus studiorum”. Agli allievi dell'Unipolisi, secondo quanto consta, era stata garantita l'opportunità di conseguire diplomi “bachelor”, “master of advanced studies”, “executive master”, diplomi “of advanced studies” e certificati “of advanced studies” in corsi di vari dipartimenti (ingegneria, area sanitaria, economia, giurisprudenza e scienze umanistiche). A carico dei due soggetti, facilmente identificabili proprio per il precedente storico ed a lungo sulle creste della cronaca, vengono ipotizzate l'appropriazione indebita, la truffa e l'amministrazione infedele aggravata (in subordine, amministrazione infedele semplice). L'inchiesta è condotta dalla procuratrice pubblica Raffaella Rigamonti.
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