Locarno, l'“Apolide” fatto a pezzi come un relitto spiaggiato

Locarno, l'“Apolide” fatto a pezzi come un relitto spiaggiato
Triste, solitario y final. Anticipato e sciagurato l'atto conclusivo dell'installazione “Apolide” (in origine, 6'500 salvagenti a forma di fenicotteri ed altri animali) in piazza Grande a Locarno: sin da prima dell'alba mani in parte ignote ed in gran parte notabili hanno fatto preda della distesa di gonfiabili gommoplastici e/o siliconici allineati or è un paio di settimane dall'artista Oppy De Bernardo e dalla schiera dei suoi collaboratori, sino a lasciare sul campo sole e minime tracce dell'opera preesistente. Tutto ciò a corollario di una serie di azioni indecorose - dalla decapitazione dei fenicotteri al calpestamento delle tartarughe - che erano state perpetrate sin dal giorno successivo all'allocazione dei materiali. Il “finissage” ufficiale di “Apolide”, forse con un tocco creativo (sarebbe servito, almeno per giustificare l'intera operazione; a mo' di esempio, la rimodellazione dei salvagente in forma di barca, o di messaggio leggibile dall'altro con la scritta “Speranza”, et cetera), era previsto per le ore 23.00 di oggi, con distribuzione prolungata dei salvagente stessi ai bambini. Macché: razzia da abigeato ai tempi di Joe Horner meglio noto come Frank Canton e della “Dodge City gang”, quattro o cinque pezzi pro quota cranica, e via via via nascondendosi il volto ché magari qualcuno potrebbe immortalarti durante tale impresa. Da vergogna. Nel “collage”, il “prima” e il “dopo” di piazza Grande.
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