Riciclaggio sull'asse Lugano-Latina: due ticinesi ai domiciliari

Riciclaggio sull'asse Lugano-Latina: due ticinesi ai domiciliari
(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 15.43) Max Pietro Maria Spiess, 53anni, ed Augusto Erennio Massimo Bizzini, 46, fra i 13 soggetti sottoposti a restrizione della libertà nel quadro di un'inchiesta su capitali trasferiti in Ticino ed occultati ed in parte rientrati. Arrestato anche un ex-deputato della Repubblica italiana. In controluce anche il suicidio risalente al dicembre 2015 - di un avvocato.

(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 15.43) Nomi ticinesi per realtà societarie parimenti ticinesi nel giro di arresti - in parte con provvedimento cautelare in carcere, in parte con riduzione della libertà ai domiciliari, in un caso ai soli obblighi di polizia giudiziaria ossia di firma - in corso da stamane nel quadro dell'“Operazione Arpalo” avviata nel 2015 a Latina e dalla quale sarebbe emerso un rilevante sistema illecito, con le peculiarità proprie dell'associazione per delinquere, articolato intorno alla fallita “Unione sportiva Latina calcio” e con finalità primaria di evasione dei tributi e di occultamento di capitali. Insieme con il 48enne Roberto Noce (consulente), con il 38enne Pierluigi Sperduti (che della defunta società fu direttore generale negli anni migliori, portandola a sfiorare la promozione dalla serie B alla serie A italiana, e che è oggi in identico ruolo al Racing Fondi in serie C) e con la 44enne Paola Neroni (segretaria del commercialista e già parlamentare Pasquale Maietta, 47 anni, piantonato in una clinica privata a Roma ed in stato di arresto), ai domiciliari sono stati assegnati
- ma uno di loro sarebbe in realtà a piede libero - il 53enne Max Pietro Maria Spiess, originario di Laufen-Uhwiesen nel Canton Zurigo e domiciliato a Porza dove è tra l'altro municipale in quota Ppd e con competenza su edilizia pubblica, economia pubblica ed Azienda acqua potabile, ed il 46enne Augusto Erennio Massimo Bizzini, da Breggia in Lugano, entrambi in quanto sommariamente sospettati di aver “gestito” una quota del flusso finanziario costituendo o utilizzando società con funzione di schermo per le transazioni.

Nel contesto dell'operazione sono stati posti sotto sequestro beni immobili e risorse per l'equivalente di oltre 70 milioni di franchi. Sotto privazione totale della libertà, oltre al citato Pasquale Maietta la cui carcerazione è risultata impossibile a causa delle conseguenze di un incidente domestico occorso una settimana fa, si trovano la 62enne Paola Cavicchi (imprenditrice, già copresidente del “Latina calcio”), il 36enne Fabrizio Colletti (avvocato, già socio del “Latina calcio” e figlio di Paola Cavicchi), il 47enne Fabio Allegretti (imprenditore) e tre commercialisti, al secolo il 51enne Salvatore Di Raimo, il 46enne Giovanni Fanciulli ed il 46enne Pietro Palombi. Sottostante al solo obbligo di firma è invece il 42enne Ivano Allegretti, anch'egli imprenditore. Per quanto è dato di sapere, l'“Operazione Arpalo” si innesta su elementi acquisiti in due inchieste (“Olimpia” e “Starter”) in cui era stato coinvolto Pasquale Maietta. Gli addebiti sull'associazione per delinquere, a vario titolo ovvero con vari gradi di responsabilità, si sviluppano inoltre sino al trasferimento fraudolento di valori ed alla bancarotta fraudolenta.

Denaro, quindi: a quanto pare, disponibilità generate da lavoro non contabilizzato nelle cooperative di trasporti e da margini largamente lucrativi su appalti ottenuti, il tutto con la copertura di sovraffatturazioni (o di fatturazioni per attività inesistenti) sino ad un movimento fittizio nell'ordine di 200 milioni di euro. Una serie di fiumi di denaro, in andata ed in ritorno, sull'asse Latina-Svizzera, quattro le società anonime coinvolte e tutte con appoggio sulla medesima fiduciaria; nel mezzo anche la scelta di procedere con la “voluntary disclosure” per il rientro di una consistente quota delle risorse allocate. Sullo sfondo della vicenda, episodi di corruzione - comprese figure operanti nella Guardia italiana di finanza; due gli arresti in quel filone di indagine - e, l'antivigilia del Natale 2015, il suicidio di Paolo Censi, classe 1959, avvocato con studio proprio di fronte al Tribunale di Latina e che risulta piuttosto noto sulla piazza di Lugano, dove appena pochi giorni prima di togliersi la vita si era recato per l'ultima volta in compagnia di due clienti. Paolo Censi, che era stato anche presidente della Camera penale nella città laziale, aveva operato a lungo come consulente per Paola Cavicchi; stando a quanto riferito stamane da Andrea De Gasperis nel ruolo di procuratore capo a Latina, proprio nello studio di Paolo Censi era stata trovata documentazione afferente ai colloqui fra il legale ed il collega Fabrizio Colletti.

pizza piazza locarno
lugachange
Claciopoli

Ultime news

promozione pubblicita

Accesso utente

nervoso e tifoso
 
salotto gabry