Hockey Lna / Quattro colpi agli Zsc Lions, Lugano ancora in corsa

Hockey Lna / Quattro colpi agli Zsc Lions, Lugano ancora in corsa
Ci sbaglieremo, per carità. Ci sbaglieremo: ma questo è un Lugano che somiglia fin troppo a quello della stagione 1989-1990, quarto titolo svizzero in cinque anni, quando da parte di Jon Slettvoll allenatore fu strategico l'utilizzo dell'allora 21enne Claudio Ghillioni in difesa. Insomma, non può finire sul più bello, e stasera i bianconeri l'hanno chiarito: sotto per 1-3 nella serie finale, con le spalle al muro perché non ci sarebbe stato domani, riecco la squadra al pieno di energia, o almeno di nuovo convinta di potersela giocare con quel che c'è in casa, e non dovendo sperare in disgrazie altrui. In cronaca, tutto spiegato da 68 secondi in avvio di terzo periodo, il 2-0 di Gregory Hofmann - già autore della rete di apertura dopo soli 27 secondi - al 42.25 ed il 3-0 di Philippe Furrer al 43.33; ultimo sigillo da un convintissimo Luca Fazzini (57.27), agli ospiti nemmeno l'opportunità di sporcare il tabellino con uno dei 28 tiri respinti dal solito Elvis Merzlikins in vena di “shutout”. Meraviglioso lo spirito di disciplina ottenuto nella circostanza dal tecnico Greg Ireland: al passivo una sola penalità da due minuti. Una nota di merito a Bobby Sanguinetti, messo per 48 ore in forte discussione da parte della stampa (ma chi si pensava di aver portato a casa, il Paul Coffey degli Anni '80 agli Edmonton Oilers?) e letteralmente fatto a pezzi sui “network” sociali a causa dello sciagurato errore in gara-quattro: se c'è stato un 4-0 lo si deve anche a lui. Mercoledì altri 60 minuti, unico obiettivo il riuscire a garantirsi un'altra partita. Non è finita, non può finire fra quattro giorni.
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