Sorpresa a Mendrisio, la poltrona di sindaco passa in mani liberali

Sorpresa a Mendrisio, la poltrona di sindaco passa in mani liberali
Non più feudo con maggioranza schiacciante dalle ultime Comunali, e si sapeva; ma nemmen più caposaldo pipidino per eccellenza si scopre oggi essere Mendrisio, il Magnifico borgo, città del presente come polo industriale e città del futuro in quanto snodo degli assi nord-sud ed est-ovest. A sorpresa, e doppiamente a sorpresa per il divario a conclusa conta delle schede, la poltrona di sindaco è tornata oggi a tingersi dei colori liberali-radicali per elezione di Samuele Cavadini, 40 anni compiuti a marzo e dunque ancora di là da venire, nei progetti dei suoi genitori, quando stava l'anno 1972 e tale ruolo transitò proprio dai liberali-radicali ai popolari-democratici. Su partecipazione al voto nella misura di circa due cittadini su tre (64.35 per cento) a riferimento di catalogo elettorale con 10'478 iscritti, 6'508 le schede valide (61 nulle, 174 bianche) e margine netto (60.93 contro 39.07 per cento) del menzionato su Marco Romano, consigliere nazionale degli “azzurri” e collega dello stesso Samuele Cavadini nell'Esecutivo di Mendrisio, la cui massima carica era stata lasciata alcuni mesi or sono, con atto volontario, da Carlo Croci sindaco per quasi un quarto di secolo. Nell'immagine, Samuele Cavadini.
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