Pala & piccone / Un treno “diretto”. Al mento dell'offerta privata

Pala & piccone / Un treno “diretto”. Al mento dell'offerta privata
Introdotto oggi il servizio su rotaia che da Lugano permette ai viaggiatori di raggiungere i “terminal” dell'aeroporto di Malpensa. Il guadagno di tempo c'è, ma senza che ci si debba esaltare. E, per di più, altri operatori restano largamente concorrenziali... sino a quando la loro esistenza sarà soppressa per decreto.

Attivato stamane il collegamento “diretto” (si fa per dire) dal Ticino all'aeroporto della Malpensa, destinazioni sia il “terminal 1” sia il “terminal 2”, di fatto con sviluppo della linea S40 Varese-Arcisate-Stabio-Mendrisio-Chiasso-Como e 18 collegamenti ogni giorno in fascia dalle ore 6.47 alle ore 22.47 in arrivo a MalpensaT2 ed in fascia dalle ore 7.13 alle ore 23.13 in partenza da MalpensaT2. Fatti salvi i rischi connessi con le coincidenze (sarà strano, ma in linea generale sulla stazione Ffs di Mendrisio si concentrano ritardi per tre treni ogni 10), da Lugano a MalpensaT2 - ossia il “terminal” più lontano - il tempo di percorrenza sul collegamento “diretto” scende a 103 minuti quand'invece, nell'utilizzo del servizio “spezzato” come è ad esempio il Lugano-MalpensaT2 del primo pomeriggio, la distanza viene coperta in 156 minuti (Lugano partenza ore 14.04, Mendrisio arrivo ore 14.24, Mendrisio partenza ore 14.33, Varese Fs arrivo ore 14.54, trasferimento a piedi verso la stazione Varese Fnm, Varese Fnm partenza ore 15.20, Saronno Fnm arrivo ore 16.00, Saronno Fnm partenza ore 16.16, MalpensaT2 arrivo ore 16.40). 103 minuti, e senza troppi salti, costituiscono senza dubbio un progresso, ma solo per quelli che si innamorano dell'apparenza.

Obiezioni, infatti, tante. Numero uno: lo stesso servizio su gomma (certo, con un numero inferiore di fermate; ma di quale collegamento “diretto” stiamo parlando, se il “Tilo” fa tappa ad ogni cascina come il treno del latte?) è garantito, e con maggior numero di corse, dai privati; i quali ti raccolgono, ti permettono di pagare direttamente all'autista se non hai avuto il tempo di arrivare allo sportello di un'agenzia di viaggio o della società stessa, ti sistemano i bagagli in modo conveniente, ti trasportano e ti consegnano a destinazione in 70-75 minuti. Numero due: trattandosi di linea transfrontaliera, a parte i disservizi interni bisogna sempre fare i conti con scioperi e “mancato arrivo del materiale rotabile corrispondente”, cioè assenza del treno sul binario (il burocratese ferroviario ha prodotto danni che manco Gengis Khan quando mosse contro l'impero di Khwarezm), non dicendosi nemmeno dei convogli che non si muovono perché manca il personale et similia. Numero tre: un bus ti dà la garanzia del numero di passeggeri, quelli e non più di quelli; sul “Tilo”, il cortese viaggiatore in movimento verso l'aeroporto della Malpensa rischia di farsi all'impiedi - e con i bagagli incollati alle gambe o periclitanti sulla testa - la tratta da Lugano a Mendrisio, ché giustamente il servizio non è a lui riservato. Numero quattro: se per caso il vettore si ferma per un guasto, i tempi per l'assistenza e per il trasbordo dei passeggeri su altro mezzo diventano biblici. Ci sarebbe anche altro: quanto elencato serve soltanto per dare un'idea.

Uno dirà: bon, lasciamo che sia il mercato a decidere, in fondo una doppia offerta costituisce motivo di interesse e di opportunità. Qui invece casca l'asino: per una scelta determinata da parte dell'autorità federale, cui tra l'altro spetta il rilascio delle concessioni sul trasporto pubblico, gli operatori privati sanno già che nel loro futuro è disegnata l'incertezza. Proprio di concessioni si parla: quella di una “Giosy tours” da cui viene garantito il collegamento su gomma tra Lugano (anzi, direttamente da Castione-Arbedo, corrisponde al capolinea “Tilo” oltre Bellinzona) e Malpensa, resta garantita solo sino al 31 dicembre 2018, sei mesi e poco di più da ora. In altre parole, le concessioni dei privati sono “appese” ad un rinnovo che potrebbe anche non giungere mai. Si comprende l'antifona? Esiste una Confederazione pronta, prontissima ad andare oltre i propri compiti di regolamentazione ed a favorire l'impresa Ffs, o l'impresa “Tilo Sa” in notevoli ambasce per la carenza di utenti sulla tratta da Mendrisio a Varese, mediante soppressione del concorrente. Cioè ancora: il privato, che rischia “in proprio” e che si costruisce nicche di mercato laddove egli ravvisi un'esigenza o un'occasione, dovrebbe arrendersi ad una sorta di volontà superiore che distorce l'offerta stessa, mettendo infine l'utente nella condizione di non poter scegliere. E poi ci si lamenta del fatto che l'utente stesso, fatti due calcoli, preferisce farsi raccogliere o portare - in auto - alla Malpensa, distanza reale chilometri 77.5, minuti 56 seguendo la A2 e tagliando poi lungo la “Pedemontana”, oppure minuti 62 a pari distanza se si transita per Varese. Mah.

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