La politica fa melina, Marcello Foa detronizzato dalla presidenza Rai

La politica fa melina, Marcello Foa detronizzato dalla presidenza Rai
Venerdì la nomina dall'autorità di Governo, ieri la conferma - a maggioranza - da parte dei membri del Consiglio di amministrazione dell'ente; oggi, invece, la bocciatura in sede di Commissione di vigilanza dell'ente medesimo. Per effetto di una votazione dalle ripercussioni imprevedibili sulle alleanze politiche odierne e su quelle potenziali nel futuro, decaduto stamane dalla presidenza della Rai - titolare del servizio pubblico di informazione in Italia - il collega Marcello Luigi Foa, 55 anni, formazione e professione giornalistica a Lugano (“Gazzetta ticinese”, “Giornale del popolo”, infine ruolo apicale nella struttura del gruppo “TiMedia holding Sa-Corriere del Ticino”). La mancata manifestazione del voto da parte di tutti gli esponenti del Partito democratico (Centrosinistra) e di “Liberi e uguali” (Sinistra) oltre che di gran parte dei rappresentanti Forza Italia (Centrodestra; ha fatto eccezione Alberto Barachini, presidente della commissione medesima, senatore degli “azzurri” e giornalista) è stata largamente sufficiente per vanificare il senso stesso della seduta: 40 i presenti, sarebbe servita una maggioranza di due terzi (ossia 27 “sì”), i voti espressi sono risultati solo 23 di cui, peraltro, 22 favorevoli al nome di Marcello Luigi Foa ed uno in scheda bianca. Per parte sua, il già presidente designato ha dichiarato di prendere atto “con rispetto” dell'esito della votazione, sottolineando di non aver “chiesto alcun incarico”, incarico “che mi è stato proposto dall'azionista”; “Non posso pertanto che mettermi a disposizione (dell'azionista, ndr), invitandolo ad indicarmi quali siano i passi più opportuni da intraprendersi nell'interesse della Rai”.
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