Dal “rip-deal” alla rapina. La vittima si ribella: scornata (e presa a calci)

Dal “rip-deal” alla rapina. La vittima si ribella: scornata (e presa a calci)
Truffa riuscita, ieri pomeriggio in via Delle Scuole a Paradiso, dove un 51enne svizzero residente nel Canton San Gallo è rimasto vittima del sedicente venditore di un'imbarcazione. A margine della transazione commerciale (trappola), un cambio di valuta ad euro - risultati falsi - contro euro. Malvivente e complice in fuga dopo una colluttazione.

Si potrebbe dire che nulla di buono può venire da un'operazione mal pensata, peggio congegnata e malissimo condotta. La stupida idea di accettare uno scambio di valuta (banconote contro banconote: vere quelle in franchi, false come il ser Ciappelletto boccacciano quelle in euro) a margine dell'asserita compravendita di un'imbarcazione è all'origine della rapina perpetrata ieri pomeriggio lungo via Delle Scuole a Paradiso, dove un 51enne - trattasi di cittadino svizzero con domicilio nel Canton San Gallo - ci ha rimesso il peculio ed ha rimediato anche una scarica di calci al corpo nel momento in cui ha tentato di recuperare il denaro. L'uomo se l'è cavata con qualche contusione; ancora nessuna notizia utile circa gli autori del colpo.

Relativamente semplice la ricostruzione dei fatti, una volta che siano distinti i due percorsi giunti ad accavallarsi. A monte, il contatto tra ingenuo e volonteroso acquirente da una parte e criminali (ad insaputa del primo soggetto, sia chiaro) dall'altra: probabilmente un annuncio su qualche portale InterNet, modello di barca a prezzo stracciato, disponibilità immediata per presa di visione, documenti di proprietà compresi. E l'incontro? Basta che si concordi e che si trovi un momento compatibile con gli impegni di tutti gli interlocutori: ideale nel pomeriggio, in prossimità del porto di ormeggio, che dice? Facciamo che sia a Paradiso, comodo dalla A2 per me che vengo dall'Italia e per Lei che viene da nord ed è già sul territorio, vicino al lago, tipo ore 17.30 quando c'è ancora luce per vedere da vicino e firmare le carte? Sì, la cifra resta quella, nessun problema. Una sola cosa (e qui, nell'anticamera del cervello d'un tizio appena appena scafato - come si presume siano coloro che vogliono andare per acque dolci e per acque salate - si sarebbe dovuta accendere la lampadina del dubbio): una cosa sul genere del “Devo anche cambiare un po' di euro in franchi, a margine. Mi è simpatico, Le farò un cambio di favore”. Forse preso dalla foia del doppio affare, a prezzo straconveniente la barca e quasi gratis la banca, il brillante compratore all'esordio anche come cambista accetta. Accetta e, secondo i tempi previsti, arriva. Segno di riconoscimento, forse una stretta di mano, sotto il cielo di Paradiso compaiono due sacchetti, uno per valuta, entità dei contenuti già oggetto di negoziato, io prendo da te e tu prendi da me. Guarda un po' il guaio: Tizio sedicente venditore strappa il sacchetto dalle mani di Caio dichiaratosi compratore e gli rifila bruscamente l'altro involucro, pare che tra uomini di affari e d'onore si faccia così, senza troppi giri di parole. Sicuri sicuri? Uhm: Tizio, infatti, fa due passi all'indietro mentre Caio controlla quel che ha ricevuto e scopre - ma pensa tu quale stupore, quale meraviglia, quale sorpresona - che lì dentro ci sono foglietti stampati, nella migliore tra le ipotesi, con una fotocopiatrice da 100 franchi compreso il primo “set” di inchiostro. Caio si ridesta e guarda l'altro con occhi ora diversi, tanto da lanciarsi verso l'interlocutore che nel frattempo, con l'assistenza di un complice che per un caso senza dubbio fortuito si trova al volante di un'auto prodigiosamente materializzatasi a distanza di metri cinque, si sta infilando tomo tomo e quatto quattro nell'abitacolo, una sgommata e tanti saluti alla cuoca.

La scena finale è da poliziottesco degli Anni '70: autista con piede nervoso sull'acceleratore, portiera anteriore destra semiaperta, truffato che si scaglia sul truffatore ormai seduto, truffatore che a pedate risponde puntando su aree sensibili e largamente esposte alla sua visuale. Caio le prende e desiste, Tizio (con il Sempronio suo sodale) se la svigna. L'entità della cifra sottratta è al momento ignota ma risulterà, si suppone, dalle dichiarazioni della vittima al procuratore pubblico Antonio Perugini, titolare dell'incarto. Accertamenti a cura di agenti della Polcantonale e della Polcom Paradiso. Unica cosa certa ed acquisita: l'auto aveva targhe italiane. Per incominciare non sarebbe molto; ma un buon contributo dovrebbe giungere dalle telecamere di sicurezza installate nella zona.

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