Il “referendum” va. Niente più Piemonte ai confini del Ticino?

Il “referendum” va. Niente più Piemonte ai confini del Ticino?
Fissata alla terza domenica di ottobre la consultazione sull'ipotesi di passaggio dell'intero Verbano-Cusio-Ossola alla Lombardia. Un investimento in qualità dei servizi ed in maggiori risorse di ritorno, ma sul quale il confronto rischia di farsi asperrimo. I tempi di attuazione, ah, quelli...

Troveranno forse compimento fra un paio di mesi le ambizioni irredentistiche ovvero filolombarde di almeno 5'200 cittadini del Verbano-Cusio-Ossola - quelli che firmarono in calce all'istanza - e, si immagina, di qualche decina di migliaia d'altri compresenti sul medesimo suolo provinciale. Previo parere favorevole pervenuto dalla Corte di Cassazione, alla terza domenica di ottobre è stata infatti fissata ieri, in sede di Consiglio dei ministri a Roma, la chiamata alle urne in forma di “referendum” consultivo per lo... spostamento del Vco stesso verso est, ovvero in distacco dal Piemonte ed a conseguente aggregazione alla Lombardia; operazione che riguarda oltre 150'000 abitanti e che, nella sostanza, condurrebbe ad una notevolissima ridefinizione storica (la più recente cessione di sovranità, nel caso di specie ai Savoia il cui regno fu nucleo costitutivo del futuro Regno d'Italia, fu pertinente alla sola Ossola e risale al 1743 con il “Trattato di Worms”) e culturale (ricomprensione dell'isoglossa delle parlate insubri - in ispecie, quella sopracenerina e quella lombarda d'impronta milanese - a distinzione da quelle panpiemontesi, astraendosi semmai dal contesto una parte di territorio nel Cusio).

Per quanto riguarda la geografia e dunque i confini, in area lombarda tornerebbe gran parte della sponda orientale del Verbano (quasi a ripristino del controllo egemonico esercitato ai tempi del Ducato di Milano ossia a partire dal 1381); al Varesotto sarebbe sottratto il ruolo di provincia più occidentale; l'angolo estremo verso ovest corrisponderebbe al Grenzgipfel, che amministrativamente parlandosi è porzione del Comune di Macugnaga (il Grenzgipfel è cima secondaria della Punta Dufour, quest'ultima tutta in territorio elvetico ovvero in Comune di Zermatt). Ancor più interessante: la Lombardia, destinata ad aggiungere 76 Comuni agli odierni 1'516, confinerebbe a quel punto con tre Cantoni (oltre a Ticino e Grigioni, anche il Vallese) ed acquisirebbe quattro punti di valico tra cui Re frazione Ponte Ribellasca con Centovalli frazione Camedo e Cannobio frazione Piaggio Valmara con Brissago. Dal che il fatto più rilevante: dopo secoli e secoli, il Ticino - nelle sue varie forme istituzionali, compresa l'esperienza bicantonale sotto l'effimera Repubblica elvetica - non avrà più punti di frontiera con il Piemonte; cosa rilevantissima soprattutto se si pensa che un pezzo dell'odierna provincia del Vco, ossia Domodossola e zone limitrofe, mezzo millennio fa fu definitivamente ceduto - in forza del “Trattato di Ponte Tresa”, 9 maggio 1517; la vallata intera era stata in precedenza aggregata al Vallese ed è conosciuta dagli storici come “Eschental” - dai rappresentanti dei Cantoni svizzeri nel concambio con Stabio e parte del Mendrisiotto. Vicenda descritta qui in modo sommario, è evidente, e con brevi licenze da sintesi.

Un “novum” (per rilevanza: è capitato che da una Regione o da una Provincia all'altra passassero singoli Comuni o gruppi di Comuni, mai che a prendere la porta fosse una Provincia) la consultazione; un “novum” anche il quesito referendario, in effetti cangiante per chiarezza (“Volete che il territorio della provincia del Verbano-Cusio-Ossola sia separato dalla Regione Piemonte per entrare a far parte integrante della Regione Lombardia?”). Piuttosto rilevanti i benefici nel passaggio da Piemonte a Lombardia, e non si tratta di sola opinione dei membri del comitato promotore anche se sul fronte opposto è da tempo in corso una sfida a minimizzare: fra i più immediati saldi positivi, l'abbassamento del costo per il bollo-auto, gli sconti sul carburante in fascia di confine (e questo forse non è propriamente un regalo al Ticino), l'integrazione e l'implementazione di servizi primari quali la sanità e la scuola, il ritorno sul territorio delle risorse da canoni idrici (il corrispettivo d'una ventina di milioni di franchi l'anno). Nulla cambierebbe invece, quanto a forze rappresentate, nella comunità di lavoro denominata “Regione insubre”, stante la presenza della piemontese Novara (inclusa nel 2007) insieme con la lombarda Lecco (idem) ed a fianco delle realtà territoriali costituenti ovvero Ticino, Varese, Como e Vco. Un interrogativo resta sui tempi di attuazione: “referendum” indetto, si, tra l'altro con il nodo delle spese che per ragioni di vario genere l'autorità politica oggi governante la Provincia del Verbano-Cusio-Ossola tenta di non accollarsi; in caso di successo, le operazioni di distacco potrebbero durare anche un paio di anni.

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