Locarno, l'Asia piace ancora: “A land imagined” si prende il “Pardo d'oro”

Locarno, l'Asia piace ancora: “A land imagined” si prende il “Pardo d'oro”
Pur con tutto il rispetto per Yeo Siew Hua, regista al primo colpo reale dietro la macchina da presa dopo un decennio tra documentari ed attività autorale, difficilmente il suo “A land imagined” passerà alla storia del cinema; né si ricorderà per qualcosa di particolare, fatta eccezione l'annunciata partenza - direzione Berlino - del direttore Carlo Chatrian cui stasera è stato tributato un normale applauso di congedo con l'aggiunta di un'opera realizzata da Ivo Soldini, la 71.a edizione del “Festival internazionale del film” di Locarno, quello che da qualche tempo chiamano “LocarnoFestival” perché i markettari di turno pretesero di sacrificare al modernismo un elemento identitario. Edizione giust'appunto timbrata da Yeo Siew Hua per il “Pardo d'oro”, conferito a buon tasso di apprezzamento di quel tipo di giuria (né la prima né, ahinoi, l'ultima) che va in orgasmo appena sente parlare di Asia, e chiusa lì; Marco Solari - in immagine - presidente scafato e, come tale, prontissimo a regalare al pubblico quel che il pubblico vuol sentirsi raccontare circa il ruolo del pubblico medesimo (ruolo peculiare e determinante, chi mai potrebbe pensarla in modo diverso e, del resto, quale utilità si ricaverebbe dall'affermare il contrario?); Italia a zero tituli; premio speciale della giuria per un documentario (“M”) firmato dalla francese Yolande Zauberman, costruito e girato in Israele, storia vera e densa di tragico, di che aspettarsi altri riconoscimenti in futuro; di Dominga Sotomayor la miglior regìa, di Andra Guti la miglior interpretazione femminile; ad un sudcoreano - che si chiama Ki Joo Bong, storico “routinier” che vive di impegno attoriale da oltre otto lustri, e finalmente un segno in apprezzamento collettivo - il trofeo per il miglior ruolo maschile. A chiosa: nel concorso “Cineasti del presente”, al “Chaos” di Sarah Fattahi il “Pardo d'oro”; “Ray & Liz” il film da menzione speciale; “Alles ist Gut” la miglior opera prima; premio della piazza a “Le vent tourne”. Vedremo sui conti, vedremo sul domani: c'è posto per tante cose, ma posto effettivo per uno solo.
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