Hockey Quarta lega / Gruppo 1-est, Osco in volata sul Blenio

Hockey Quarta lega / Gruppo 1-est, Osco in volata sul Blenio
Esordio con successo (7-5) della rinnovata compagine faidese ora affidata a Keith Kneubühler. La svolta negli ultimi cinque minuti. Doppiette per Damiano Piccoli e Diego Costa.

Fortuna arrise sabato in prodromico debutto nel tempo dell'hockey di Quarta lega, gruppo 1-est, giacché da sorte e sorteggio di calendario posto a contesa densa d'arcieri la cui fama ridonda ed ancor riecheggia nelle valli (parvero anzi, a tratti, un rimembrarsi ed un rinnovarsi d'alti lignaggi d'or fu una mezza generazione...), ed a cagion dell'ovvio levissima sia la menzione d'incroci curricolari dell'uno e dell'altro financo legati da vincoli dinastici ovver di sangue e di virtute, all'Osco che nell'artico teatro aviascatico venne a misurarsi con le falangi bleniesi, dinanzi a pubblico fremente per l'impresa cui amendue gli eserciti s'appressavano, memori dei diritti e del pari lignaggio da otto secoli e nel medesimo istante sancito. Prevalsero gli ospiti, benché a schiere inferiori per numero, sicché 10 soli militi agli ordini di Keith Kneubühler - egli, nominato brigadiere in luogo dell'itosene Marco Baron; egli, che pur nell'agonismo fu torre del Blenio prima d'un lagrimato ritiro - ebbero facoltà d'errare ma non d'errare godendo alle spalle d'un manifesto incoraggiamento episcopale; e solo nel momento culminante dell'azione trascendente, approssimandosi cioè lo scader della tenzone, due lance trafissero l'olmo posto a presidio del sacro sacello bleniese, decidendo per sette tocchi contro cinque, e fu la fine.Di quel che fu il mirabile scontro si narrerà nei libri, ed ancor di più varranno le memorie da tramandarsi a sussurro nelle cupe notti d'inverno: “Io vidi in quel dì Damiano Piccoli e Diego Costa sfolgorare a duplice disco saettante, e dall'1-0 la sfida debordare sino all'1-4, e poi ritrovar equilibrio non una ma due volte, ed infine declinare per forza d'impeto più che per il caso che molto invero sovverte”; altri diranno d'aver colto lo sforzo di uomini tornati dall'obliio all'agone, fiero il Sandigliano che in sé reca stimmate d'inespugnabili mura biellesi e che alla pugna ora rientrò, avendo pugnacemente reso servigi - ah, fromboliere dal braccio ben osteso - al fu Faido, immarcescibile nel ricordo sibben nel nome dalle cronache disparso. Lotta fra Titani, e d'essa si scolpisca dunque il segno scalpellando il tabellino su pietra stozzata ma ancora scabra: 0.14, Joël Rossetti, 1-0; 0.30, Matteo Guidotti, 1-1; 8.58, Davide Meroni, 1-2; 9.47, Ivan Scalvini 1-3; 14.22, Diego Costa, 1-4 (a cinque-contro-tre); 26.47, Paolo Imperatori, 2-4; 28.25, David Raguso, 3-4; 35.48, Alain Demuth, 4-4; 36.44, Damiano Piccoli, 4-5; 42.29, Jodi Solari, 5-5; 54.14, Damiano Piccoli, 5-6; 58.52, Diego Costa, 5-7. S'ebbero arbitri Emanuele Bernasconi e Daniele Borriello; occhi tennero sull'arena 42 senzienti ed acclamanti; del Blenio si sappia anche ch'ad esso mancò non l'onore ma la fortuna, ad un quinto scarso della battaglia, quando da un tiro decretato a pista libera - di tale evento fu cagion un fallo - non venne tratto giovamento.

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