Pala & piccone / Cara collega, meno chiacchiere e più precisione

Pala & piccone / Cara collega, meno chiacchiere e più precisione
Sempre sul filo dell'equilibrio dovrebbe situarsi il rapporto tra chi si occupi degli uffici-stampa e coloro che di editoria indirizzata al pubblico (quotidiani, periodici, et cetera) si occupano. Ma, per cortesia, ci si eviti almeno la fatica di dover inseguire coloro la cui mano destra nemmen sa quel che stia facendo la sinistra...

Negli uffici-stampa pubblici e privati, vabbè, trovi un po' di tutto: dal professionista che magari arriva da 30 anni di battaglie quotidiane in cronaca, al funzionario riconvertito alla bisogna, al millantatore che non riesce a mettere insieme due frasi in croce. Sapendosi che dall'altra parte del telefono (o della connessione InterNet) c'è la miscellanea della varia umanità, si coglie il meglio e si passa sopra al peggio; non alle contraddizioni, tuttavia, quando càpita che in un testo stia scritto che l'evento tale avrà luogo alle ore 18.00 del martedì mentre nella scheda allegata figura invece un ore 16.30 del mercoledì, oppure laddove il soggetto Tizio venga presentato da una parte come dipendente di Caio e dall'altra come datore di lavoro del Caio medesimo; e non si passa sopra a ciò perché già si impiega tempo per i controlli incrociati su notizie di cui si voglia essere latori, e dunque stucchevole diventa il dover sprecare ore al fine di ottenere spiegazioni. Forse negli uffici-stampa questo non viene compreso di principio, e dunque lo si spiega “apertis verbis”: non è il nostro lavoro, non è il nostro dovere. Anche perché quando lo si fa, e facendosi ciò nell'interesse del lettore, succedono spesso cose curiose; curiose, e sgradevoli. L'ultima in ordine di tempo: rilevate varie incongruenze, inviata per posta elettronica una seccatissima richiesta di informazioni (in fondo, cara amica dell'ufficio-stampa TaldeiTali, non abbiamo obbligo alcuno di pubblicare ciò che è di rilevanza oltremodo modesta; sì, ti si dice che ti stiamo facendo un favore, punto ed amen, questa è la realtà). E che cosa ti viene risposto? Frase testuale: “La ringrazio per la Sua cortese “e-mail”, et cetera”. Una presa in giro: non solo all'ufficio-stampa fanno il lavoro senza che la man destra sappia quel che fa la sinistra, ma non c'è modo (a meno di telefonare, certo, e chissà se ti risponderanno) di ottenere un chiarimento per tramite della medesima posta elettronica con cui ti è stata spedita l'informativa precedente. E, per di più, vieni ringraziato per una “e-mail” che di sicuro non è stata letta: da autori della missiva, difatti, siamo ultracerti circa il tono della medesima...

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