L'editoriale / Nove settimane e mezzo di tanti bei «Vorrei, vorrei...»

L'editoriale / Nove settimane e mezzo di tanti bei «Vorrei, vorrei...»
Dall'ultimo fine-settimana la definizione delle liste per le Cantonali 2019. C'è chi teme, c'è chi spera, c'è soprattutto chi spara: alto, altissimo, oltre le soglie del conosciuto e del conoscibile. Nel frattempo, ai tanti neocandidati già in produzione di santini e profili “Facebook”, una domanda: ma quanti di voi, in quest'ultimo quadriennio, si sono mai fatti vedere dalle parti del Gran Consiglio?

Non sembra essere stato stordito tra sabato e ieri, l'elettorato ticinese, dall'ondata di presentazioni delle liste per le Cantonali, giungendo ormai a scadenza i tempi per la consegna degli elenchi e poi amen. Pioggia di nomi e nomi a pioggia, certo; ma scarsucce le sorprese sorprese, pochissimi i fatti da considerarsi eclatanti pur con la tara ossia riconducendosi la portata del clamore alla dimensione nostrana. Immagine ed apparenza, semmai: chissà quanto spostano, chissà quanto i “Vorrei, vorrei...” saranno in grado di superare lo scoglio del mondo reale. Lo si domanderà, alla prima occasione, a quel Germano Mattei che dalle nevi di Bosco-Gurin si avventurò sabato in una profezia non destinata ad inverarsi, ed a proposito di “MontagnaViva” e del suo ultimo quadriennio per ora ci si limita al “quantunque”. Da casa Udc, e già si raccontò, almeno la gentilezza del regalare un titolo ai cronisti. Ha di suo un significato l'arrivo di Franco Denti già deputato in quota Ppd ma non graditissimo a tutti i pipidini d'ieri e d'oggi (anni addietro, fu stroncato sul nascere l'esperimento di un velleitario cronista che, sulle leve della mozione degli affetti, tentò di far riavvicinare lo stesso Franco Denti a Carlo Luigi Caimi e Carlo Luigi Caimi a Franco Denti. Erano compagni di cordata e, se prese individualmente, con la stampa si sono sempre dimostrati ragionevolissimi ed a tratti persino piacevoli, ma non si usmavano al punto da sedersi ai due estremi dei banchi “azzurri”) e poi rieletto con la componente antideologica dei “Verdi del Ticino”; ha di suo un significato ancora maggiore l'arrivo di Franco Denti presidente dell'Ordine dei medici, e ciò per motivi descritti. Non immediata la metabolizzazione del nuovo ingresso, e c'è chi - come la deputata Lara Filippini - all'assemblea generale di sabato in quel di Porza ha voluto chiarire che l'Udc non può diventare un “refugium peccatorum” o un autobus sul quale tutti salgono: quasi a definire una distanza tra quel che fu - con “LaDestra” nata dall'accostamento tra udicini e componente di “Area liberale”, poi confluita in modalità organica - e quel che sarebbe o potrebbe essere; in fondo, è la sfida di un partito in perenne trasformazione. Quanto alla compagine unica con i leghisti per la corsa al Consiglio di Stato, di ciò si sapeva e mancava soltanto la ratifica: tre da una parte (ovvero i due membri in carica nell'Esecutivo, più Daniele Caverzasio capogruppo nel Legislativo) e due dall'altra; e, detto questo, risulta per buona parte esaurito anche l'argomento inverso ossia quel che pertiene a via Monte Boglia in Lugano, laddove novità relativa è l'annunciato ritorno alle competizioni da parte di Attilio Bignasca, fratello di Giuliano cofondatore e poi presidente della Lega, teorico reintro per una settima legislatura dopo il periodo di “buen retiro”. C'è un messaggio, dietro a questa proposta? Probabile, per l'esigenza di ricompattare il consenso funzionalmente sia al secondo seggio (ed alla maggioranza relativa) in Governo contro un'eventuale scalata del Plr sia alla struttura medesima della delegazione granconsiliare, laddove per ragioni anagrafiche (ma fosse solo quello...) già una metà degli odierni esponenti non ha memoria dei primi passi della Lega, né ebbe un contatto diretto con quanti diedero vita al movimento, né lo incarna nei fondamentali. Al netto del risultato elettorale che verrà, dopo aprile i vertici leghisti dovranno interrogarsi sul rischio di uno scollamento che è legato all'avvento di nuove generazioni e, pertanto, sugli strumenti da utilizzarsi per saldare i rapporti interni. Quanto al Partito socialista, che per l'Esecutivo viaggia sull'opzione a tutela di Manuele Bertoli consigliere di Stato e non si vede davvero come qualcuno possa insidiare tale diritto di primogenitura (anzi, il timore serpeggiante si chiama estromissione dal Governo; ipotesi non probabile, diciamo), la scelta dell'equipollenza di candidature tra donne e uomini (46 a 44) è interessante ma non tale da garantire numeri utili per la riscossa ovvero per rispondere ad una storica e quasi costante erosione dei consensi; pare, in verità, che la chiusura delle liste sia stata tutt'altro che agevole soprattutto nel Luganese, e non a cagione della sovrabbondanza (“Entro io”, “No, entro io”) dei soggetti messisi a disposizione. Diremo, ecco, che l'opzione della pari rappresentanza di genere va un po' a detrimento del progetto “PiùDonne” - lista con sole esponenti di sesso femminile - lanciato ed interpretato da Tamara Merlo; ma non propriamente verso sinistra sta guardando la granconsigliera prossima a deporre la casacca dei “Verdi del Ticino” a loro volta in ridefinizione verso un modello “tradizionale” (che, ai tempi in cui così si presentava, rimaneva marginale nell'emiciclo. Tutta da verificarsi, nella nuova versione che pare ricalcare in copia conforme quella storica, la presa sui cittadini). Siamo a nove settimane e mezzo dalla disfida, ed il numero è evocativo di arti seduttive che ciascuno crede di saper sfoggiare: rimbomba già il “tam-tam” dei santini, ridondano i profili sorridenti su “Facebook”, si moltiplicano le promesse (“Se sarò eletto, per prima cosa farò...”) che generano aspettative, ma solo nei candidati. Circa gran parte dei quali si può dire: va bene, volete essere granconsiglieri; ma di quel che è il Gran Consiglio, del suo funzionamento, delle sue dinamiche, dei rapporti gerarchici e delle relazioni in forma di alleanze vuoi durature vuoi temporanee, che cosa sapete? E meglio: a Palazzo delle Orsoline in Bellinzona, ad esempio durante una sessione ordinaria di lavori qual è quella inauguratasi oggi, chi vi ha mai visto sulle tribune per seguire il dibattito e per prendere appunti. e che cosa sapete realmente?

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