Rimborsi-spese ai consiglieri di Stato, dal Legislativo un “nulla di fatto”

Rimborsi-spese ai consiglieri di Stato, dal Legislativo un “nulla di fatto”
Ma quale “redde rationem”: i consiglieri di Stato non saranno tenuto a restituire alcunché, al di là di quanto già fatto con atto spontaneo da due di loro, per i presunti eccessi di rimborsi messi in nota-spese e ricevuti. A tale esito si giunse oggi, in atmosfera granconsiliare odorante di “pièce” alla Eugène Ionesco, dovendosi infine trattare in versione-bis l'argomento gestito in sede di alta vigilanza. Versione-bis, perché a metà dicembre si era chiuso sul pari un voto di entrata in materia, e parità significa in sostanza che tutto s'ha da rifare; rifatto per l'appunto oggi, con approvazione dell'entrata in materia (44-34 più due astenuti). Ed allora? Eh: c'erano sul tappeto un rapporto di maggioranza (relatore Fabio Bacchetta-Cattori) ed un rapporto di minoranza (relatore Henrik Bang) più due emendamenti; per ordine di procedura, voto sull'emendamento numero uno (restituzione delle spese telefoniche non comprovate, e ciò a decorrere da novembre), e bocciatura (34 favorevoli, 43 contrari, quattro astenuti); indi voto sull'emendamento numero due (riesame di precedente risoluzione con incremento dei rimborsi al già cancelliere dello Stato), e bocciatura (31 favorevoli, 39 contrari, tre astenuti). Infine, rapporto: altro “kappaò” a 31 contro 41 più 10 astenuti. Game over.
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