Cantonali 2019, per il Gran Consiglio un candidato ogni 186 elettori

Cantonali 2019, per il Gran Consiglio un candidato ogni 186 elettori
Depositate oggi le liste in vista dell'appuntamento di domenica 7 aprile. Fronte Governo: 13 liste e 53 aspiranti al seggio. Fronte Legislativo: 16 liste e 746 concorrenti. Qualche sorpresa, qualche ritorno, molti gli esperimenti...

O è passione, o è ambizione. Non invidiamo davvero i colleghi della Rsi, che sono obbligati ad ospitare in voce ed in video tutte le liste in candidatura e che forse dovranno sfondare qualche parete degli studi di Comano per far spazio a tutti, alla luce di quanto riferiscono stasera i funzionari della Cancelleria dello Stato: in corsa per le Cantonali 2019 si annunciano 13 partiti per 53 candidati sul versante dell'Esecutivo e 16 partiti per 746 candidati sul fronte del Legislativo, ossia due eserciti che manco si farà tempo a conoscere nelle seconde e nelle terze schiere da qui alla prima domenica di aprile, per quanto si sappia che proprio dalle retrovie giungono spesso le sorprese. Quelli sono i numeri per rappresentanze che restano invariate, cioè cinque in Governo e 90 sull'altro lato dell'emiciclo di Palazzo delle Orsoline in Bellinzona; facendosi anche la solita tara, non potendosi cioè escludere qualche ritiro dell'ultim'ora (entro giovedì il perfezionamento dei “dossier”, ad esempio per l'invio del casellario giudiziale laddove non inserito perché chiamati in ultima battuta alla tenzone), due eserciti e ne avanza. Sorprese, per il Governo, poche; si scopre che non era peregrina la voce raccolta - e pubblicata in coincidenza con il preannuncio del nome di Franco Denti per l'Udc, sponda Gran Consiglio - circa una disponibilità di Maristella Patuzzi, partente dai “Verdi del Ticino” ed andata ad affiancare la già collega Tamara Merlo nella formazione denominata “Più donne” (primo proponente, un uomo...). Arriva “d'emblée”, con i colori del neonato “Bello sognare”, l'ultimo vivente tra i fondatori della Lega dei Ticinesi, al secolo il quasi 76enne Harry Herber che, non si dimentichi, qualche tempo fa si propose anche per il Consiglio federale. Uniti Mps e Pop con taluni Indipendenti, e l'alfiere resta Matteo Pronzini; spunta dalla Capriasca la compagine (monouso) di “Per un Cantone rispettoso dei (suoi) minori”; si ripresentano ovviamente i comunisti (a falange macedone dietro al “conducàtor” Massimiliano Arif Ay) e “MontagnaViva”, due seggi in due nel Legislativo e insomma queste sono bandierine piantate “pour épater”, con quel che consegue. In “Più donne” si riaccende la luce di Elisabetta Lara Gianella, già meteora leghista poi transitata in giacca verde; e, a proposito di ibridi nel senso del marchio commerciale copincollato e riverniciato, così come ad un tempo la non fortunatissima “Lega sud” ecco effettivamente comparire all'orizzonte la “Lega verde”, vai a capire se Werner Nussbaumer - al 10.o o all'11.o cambio di casacca - aveva proprio bisogno di ricorrere a codesto artifizio. Abbiamo dunque ex-Verdi come ossatura di “Più donne”, il verde per “MontagnaViva”, il verde di una Lega spuria, e non possono mancare i “Verdi del Ticino” sopravviventi e rigenerantisi, sia pure senza speranza alcuna di arrivare a bersaglio; per completare il pacchetto, riedizione dei “Verdi liberali” con il piacevole inserimento del violinista-ristoratore Piotr Nikiforoff. In un Parlamento spesso difettoso nell'uso dei congiuntivi, elevato il rischio di congiuntivite. Tutto noto - e da un pezzo - circa le squadre da Governo: Lega più Udc per la conferma da maggioranza relativa, socialisti (con Giso) nella versione “Manuele Bertoli più nessuno” per quanto Amalia Mirante sia già partita lancia in resta in una campagna non priva di originalità, pipidini (con Gg) sull'analoga Beltralinea e liberali-radicali per un Veni Vidi Vitta con ambizione di recupero del secondo seggio, gran fifa nella Sinistra che si presenta catafratta ed occhio alle soglie minime di sopravvivenza. Numeri: basi piene da cinque effettivi per 10 squadre, singolo fromboliere per altre tre. Fronte Legislativo, e l'aritmetica rischia di fregarci: perché in campo scendono 16 schieramenti, e si penserebbe ai 13 precedenti più tre. Acqua: Harry Herber non corre per il Gran Consiglio, e dunque si scende a 12. Chi altri? Voilà: entrano “Il torchio” (sei concorrenti, Giuseppe Cioffi da Losone il primo proponente), il Partito evangelico (perché no? Tutti fratelli in Cristo e poi ricorre quest'anno il secolo di vita del Partito cristiano protestante, parimenti sei i concorrenti, Samuele Forster il suggeritore), lo “Spazio ai giovani” di cui si scrisse giorni addietro raccontando del promotore Roberto Ghiazza vicesindaco di Croglio (e secondo fonte ufficiale la prima proponente è Laura Ghizza, ma d'autorità correggiamo in Laura Ghiazza confidando nell'essere noi nel giusto e quelli della Cancelleria dello Stato in errore), ed ovviamente Lega dei Ticinesi e Unione democratica di Centro corrono qui in forma disgiunta (secondo sbaglio alla Cancelleria dello Stato, dove indicano una lista come Udc ed un'altra come “Lega dei Ticinesi-Udc”? Mah). A quota 90, massimo numero di candidature possibili, giunsero in sei compresi i “Verdi del Ticino” e l'Unione democratica di Centro; “Più donne” vola a 49 nomi (per essere una compagine fresca di inaugurazione, chapeau), sui 46 si attestano Mps-Pop-Indipendenti, appena sotto (38 e 33 rispettivamente) il Partito comunista e la “Lega verde”. 11 fiduciosi per “Spazio ai giovani”, sei ciascuno per Partito evangelico e “Il torchio”; sulla coda, ed è una mezza sorpresa, “MontagnaViva” con quattro; atto di testimonianza - vada come vada, un'idea di coraggio c'è - ancora da “Per un Cantone rispettoso dei (suoi) minori”, un proponente, un candidato.Play the game, now. Niente colpi bassi, niente sciocchezze, e niente alibi: c'è un candidato ogni 300 aventi diritto al voto, su un livello di partecipazione analogo a quello del 2015 (quando si espresse il 62.28 per cento del corpo elettorale) ciò significa anzi che c'è un candidato ogni 186 che vanno alle urne o inviano la scheda per corrispondenza...

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